ARTE: I SOTTERRANEI DI PALAZZO VALENTINI



Un importante complesso, situato di fronte ai Fori Imperiali, a pochi metri dalla Colonna Traiana nel cuore della Roma Imperiale, che si divide in due grandi siti:

Due ‘Domus Romane’, che, per la ricchezza degli apparati decorativi, unita alla vastità del complesso termale e degli ambienti annessi, fanno pensare che fossero abitate da persone appartenenti alle classi sociali più elevate: senatori e altri dignitari che avevano bisogno di un’abitazione di rappresentanza;

Le ‘Piccole Terme di Traiano’, una vera e propria area termale con vasche per acqua calda e fredda e percorsi climatici come in una sauna, con un apparato di riscaldamento dell´acqua, con suspensurae e tubuli fictiles lungo le pareti.

Questo complesso testimonia l’esistenza di una vera e propria City del Senato romano, un quartiere esclusivo direttamente dietro al foro Traiano, a cui oggi è collegato grazie a un tunnel sotterraneo che unisce il palazzo e il suo bunker di epoca fascista con la zona adiacente.

Le indagini archeologiche
Le prime indagini, effettuate tra il 2005 e il 2007, hanno portato alla luce un alveare di terme, sale, cisterne, porticati, sui quali generazioni e generazioni hanno lavorato allargando, riducendo, strappando marmi, riadattando, abbattendo, bruciando, in qualche caso seppellendo sotto una montagna di detriti nella speranza, passata un´invasione o qualche altra calamità, di poter tornare a disseppellire e abitare quelle stanze. Dalla parte di vicolo di S. Bernardo vengono rinvenuti, invece, due grossi setti murari, ortogonali tra loro, parte di un imponente palazzo pubblico, alto fino a tre piani. L´edificio, che fa parte del Foro di Traiano, potrebbe essere il misterioso ‘Tempio del Divo Traiano’, citato dalle fonti storiografiche e mai trovato fino ad ora. In alcune sale vengono trovati degli invasi rotondi, come dei grandi catini di pietra e tra le sale sono stati rinvenuti dei pozzi pieni di detriti con anfore, piatti, stoviglie dall´epoca romana al rinascimento, all´800. Quasi due millenni di interventi e una miniera di tesori che vanno componendo il profilo di un quartiere residenziale, con ville, piscine, terme, palazzi pubblici, abitato ininterrottamente


dall´antichità ai giorni nostri, con un´unica importante cesura, in età tardo romana, per uno spaventoso incendio.

La seconda fase delle indagini archeologiche, avviate a marzo 2009, hanno portato alla luce nuovi ambienti nell’area termale, tra i quali un grande frigidarium coperto probabilmente da una volta a botte, con un’ampia vasca per l’acqua fredda. Verso nord una estesa operazione di pulizia, consolidamento e restauro ha permesso di comprendere meglio il collegamento tra il settore riscaldato e quello freddo delle terme.
Le ricerche hanno provato l’esistenza di nuovo ambiente collegato al frigidarium, la cui destinazione è ancora oggetto di indagine. Il pavimento di questo ambiente è caratterizzato da una tessitura molto più pregiata rispetto agli altri, costituito da marmi pregiati, quali il porfido, il serpentino, il giallo antico e l’africano. In corrispondenza di questo ambiente vi è un piano superiore costituito da uno splendido ed elaborato pavimento in opus sectile di circa 40 metri quadri, caratterizzato da una tessitura molto complessa e raffinata rispetto al piano inferiore e costituito per lo più da marmi pregiati come quelli del piano inferiore. I motivi decorativi delle mattonelle che ricoprono il pavimento mostrano grandi quadrifogli con foglie composte da mandorle in giallo antico su un fondo verde in serpentino e, tra le foglie, spuntano coppie di quadrati opposte a coppie di cerchi inscritti in cerchi maggiori. I motivi della decorazione non si ritrovano altrove e presentano una similitudine solo con le domus più antiche di Ostia, come quella di ‘Amore e Psiche’ del IV secolo. I ritrovamenti si collegano in un unico contesto abitativo con le strutture già rinvenute lungo via di Sant’Eufemia, caratterizzati dalla presenza di un’aula absidata e di una scala di notevoli dimensioni che permetteva il passaggio dal pianterreno al primo piano della domus, entrambe completamente rivestite di marmi policromi.


Il museo multimediale
Per valorizzare questi straordinari ritrovamenti, è stato pensato e realizzato un museo multimediale, primo e unico in Italia, capace di ricreare le atmosfere magiche della Roma di Adriano. Storia e tecnologia si uniscono: una sintesi che passa da un'accurata ricerca scientifica sui reperti, sulle istituzioni, sull'urbanistica della Roma antica anche attraverso l’uso della ‘computer graphic’, grazie alla quale è possibile compiere un viaggio affascinante nelle radici della nostra civiltà, camminando sui mosaici policromi, sui basolati e tra le pareti policrome delle Ville dei senatori. Il progetto, realizzato dal giornalista scientifico Piero Angela e dal fisico
Paco Lanciano, si avvale di una serie di effetti luminosi, di un commento esplicativo e suggestive ricostruzioni virtuali. Il commento sonoro, diffuso da piccoli altoparlanti ‘a pioggia’, grazie a musiche ed effetti particolari, sottolinea i momenti più emozionanti della visita.

 

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