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Anche
le tradizioni di Natale hanno antiche origini: in occasione
dei Saturnalia, antica festività romana che si svolgeva
tra il 17 e il 23 dicembre gli schiavi veniva considerati
uomini liberi ed eleggevano un princeps che si travestiva
da nobile, solitamente con un abito rosso, il colore degli
dei che rievoca l'abito del nostro Babbo Natale; durante i
Saturnalia era anche eccezionalmente permesso il gioco d'azzardo,
e di qui dervberebbe l'usanza della nostra tombola natalizia.
Le "strenne" prendono poi il nome dalle "strenae"
degli antichi romani, che erano dei rametti portafortuna di
una pianta propizia che venivano donati all'inizio dell'anno
nuovo ad amici e parenti. Quante usanze ancora sopravvivono
di generazione in generazione e quante vanno perdute...
Le famiglie, più o meno "estese" si riuniscono
ancora per il cenone della vigilia di Natale, tutto di "magro",
a cominciare dal capitone che, a Roma si vende per tradizione
al portico d'Ottavia. Finita la cena si scartano i reagali
e si pensa già al 25, al grande pranza e sopratutto
alla tombolata con parenti ed amici. Ma il 26 è già
tempo di saluti, baci e abbracci e ci si rivede l'anno dopo.
Nelle festività natalizie ci sono poi delle tappe obbligatorie
per i romani: la passeggiata tra le bancarelle di Piazza Navona
attendendo l'arrivo della Befana, la visita nelle chiese e
nelle pazze dei più svariati presepi che sempre incantano
grandi e piccini, la scoperta dei diversi alberi di Natale
che abbeliscono e decorano le piazze della capitale fino a
quello gigantesco di Piazza San Pietro dove è tutto
così maestoso. Un Natale dunque nel solco di antiche
tradizioni, all'insegna di consuetudini che ci riportano alla
nostra più o meno lontana infanzia.
L'augurio che rivolgo di cuore ai lettori di Area roma è
di trovare sotto l'albero ancora almeno la speranza di un
futuro migliore da regalare ai nostri figli!
Auguri a tutti.
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