CARNEVALE ROMANO

 

CARNEVALE ROMANO 6/16 febbraio 2010
IL FUTURO DI UNA FESTA ANTICA

In via del Corso una sfilata coloratissima di carri, cavalli, marionette, artisti di strada e mangiafuoco. Nonostante la pioggia una folla di cittadini e turisti hanno assistito alla manifestazione che ha visto tornare a sfilare anche i cavalli.

La parola carnevale deriva dal latino "carnem levare" ("eliminare la carne"), poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. A partire dall’anno Mille il Carnevale divenne uno degli appuntamenti più desiderati a Roma e acquistò un’importanza unica nel panorama europeo per i suoi festeggiamenti carnevaleschi. Il carnevale romano, che gareggiava con quello di Venezia per maestosità ed eleganza e lo oscurò per fama nel Rinascimento, ispirando artisti e poeti, ebbe il suo grande momento sotto il pontificato di Papa Paolo II (1466), il papa veneziano che riportò in auge le corse caratteristiche delle feste di Monte Testaccio e del Circeo agonale, ordinando artistiche mascherate a sue spese, e per inaugurare il suo palazzo (Palazzo Venezia, a ridosso della Chiesa di San Marco, protettore di Venezia), lo trasferì in Via Lata, l’attuale Via del Corso, che tra il ‘600 e il ‘900 fu il vero asse principale della vita sociale ed economica di Roma, prima di diventare quello dello shopping romano. Spettacolari erano i tornei cavallereschi, prettamente medievali a Piazza Navona (con esibizioni di cavalieri che, cavalcando a pelle, dovevano colpire un bersaglio rotante o infilare con la loro lancia un anello pendente da una trave), mentre a Monte Testaccio, zona ancora ai margini della città dove i divertimenti erano più plebei e ridanciani e si svolgevano delle tauromachie e la triviale Ruzzica de li Porci che lanciava carretti di maiali già dalla cima della collina contesi dalla gran folla che si era radunata sulle pendici.
Del resto il Carnevale era per il popolo romano, oppresso dagli stenti quotidiani, una vera e propria valvola di sfogo alla quale rinunciava malvolentieri, tanto che la morte di Papa Leone XII° (già di per se malvisto), avvenuta durante il Carnevale del 1829, si meritò il commento di Pasquino:
“Tre dispetti ci festi, o Padre Santo:?accettare il papato, viver tanto,?morir di Carneval per esser pianto”.
Una delle manifestazioni più attese era la sfrenata Corsa dei Berberi, che lanciava cavalli senza fantino tra la folla, lungo un percorso che partiva da Piazza del Popolo e arrivava in piazza San Marco, ora Piazza Venezia, passando per il corso, l’antica via Lata e, prima ancora, via Flaminia, che negli anni prese il nome di Via del Corso, proprio grazie all’importanza dell’evento. Nel 1874, un giovane viene travolto e ucciso da un cavallo durante la corsa e il re Vittorio Emanuele II abolisce per sempre la manifestazione, e questo segna l’inizio del declino del carnevale romano…
Quella di carnevale è una festa amata e attesa ancora oggi da grandi e bambini, che torna nella capitale dal 6 al 16 febbraio; una grande festa, in chiave contemporanea, all’insegna della riscoperta filologica della tradizione. Così si preannuncia il Carnevale di Roma 2010, seconda edizione della manifestazione promossa dal Comune di Roma che vuole rilanciare la tradizione carnascialesca nella Capitale con eccezionali spettacoli di arte equestre, momenti di animazione e commedia dell’arte nelle principali piazze del centro e nelle periferie e, al Museo di Roma Palazzo Braschi, la mostra a tema “Il Carnevale romano” in cui saranno esposte, dal 10 febbraio al 5 aprile 2010, circa novanta opere provenienti dal Museo di Roma, dal Museo di Roma in Trastevere, da collezioni private e, eccezionalmente, un prezioso abito di Roberto Capucci, “Gioiello di Donna”, appartenente alla collezione del Museo Fortuny di Venezia. Il prestito si inserisce negli accordi più ampi di scambio artistico tra le città di Roma e Venezia nell’ambito del gemellaggio tra le due manifestazioni di Carnevale. In Piazza del Popolo è stato allestito il Villaggio della Cultura e della Tradizione che ospiterà stand, talk-show, dibattiti, incontri, spettacoli e presentazioni tesi a riscoprire e valorizzare il legame tra Roma, il cavallo ed il carnevale, in un ricco calendario di appuntamenti per tutte le età.

 

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